Perchè il terribile pasticcio?

[…] The Economic Problem, as one may call it for short, the problem of want and poverty and the economic struggle between classes and nations, is nothing but a frightful muddle, a transitory and an unnecessary muddle. For the Western World already has the resources and the technique, if we could create the organization to use them, capable of reducing the Economic Problem, which now absorbs our moral and material energies, to a position of secondary importance. […] The day is not far off when the Economic Problem will take the back seat where it belongs, and that the arena of the heart and head will be occupied, or re-occupied, by our real problems–the problems of life and of human relations, of creation and behaviour and religion.
John Maynard Keynes, Essays in Persuasion, Harcourt Brace, 1932, p. vii

 

[…] Il “problema economico”, il problema del bisogno e della miseria, e la lotta economica fra classi e paesi, non è che un terribile pasticcio, un pasticcio contingente e non necessario. Infatti, il mondo occidentale dispone già delle sue risorse, ove sapesse creare l’organizzazione per utilizzarle, capaci di relegare in una posizione di secondaria importanza il “problema economico” che assorbe oggi le nostre energie morali e materiali. […] Non è lontano il giorno in cui il problema economico occuperà quel posto in ultima fila che gli spetta, mentre nell’arena dei sentimenti e delle idee saranno, o saranno di nuovo, protagonisti i nostri problemi reali: i problemi della vita e dei rapporti umani, della creazione, del comportamento, della religione.
John Maynard Keynes, Esortazioni e profezie, Il Saggiatore, 1968, p. 12
 

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